Abrate Angelo

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Biografie:
Angelo Abrate
E mancato Angelo Abrate Acca-demico del C.A.I.
Da tempo si era stabilito a Sallanches ai piedi del Monte Bianco, montagna che tanto lo affascinava, soggetto che trasferi sulle tele da ogni sua angolazione.
Le Sue opere altamente pittoriche, particolarmente quelle di alta quota, evidenziavano sempre l'atmo-sfera che viene a crearsi in tutte le luci che la montagna riflette. I suoi ghiacciai, le sue nevi, e le rocce esprimevano sempre un particolare momento, dando l'impressione a chi le guardava di trovarsi veramente a contatto con esse.
II Suo stile era inconfondibile, la montagna doveva essere «Verità» presentata nella forma più perfetta, esaltando l'incanto che essa emanava. Questa era la sua caratteristica, apprezzata da tutti gli alpinisti, che ambivano a possedere una Sua opera.
La Sua prima Mostra personale la presentò nel 1924 all'Uget; da allora esplose in ogni parte d'Italia, Francia e Svizzera, ottenendo le più belle recensioni da parte dei migliori critici europei.
Della sua notevole attività alpinistica ricorderò in particolare la prima salita, con F. Ravelli e G.A. Rivetti, della cresta sud ovest della Aiguille de Leschaux.
Nel Suo sacco non veniva mai a mancare la cassettina dei colori, anche in ascensioni particolar-mente impegnative.
Durante le scalate, a volte sostavamo in sicurezza in attesa che risolvesse un passaggio difficol¬toso; notando che la corda non si muoveva esprimevamo la nostra apprensione, ma Lui avendo già superato il passaggio, e per evitare le nostre rimostranze antipittoriche, stava già velocemente schizzando un bozzetto.
Angelo, sei stato il nostro grande maestro in alpinismo, ma ci hai anche insegnato come era bello portare a casa il ricordo tangibile di tanti momenti che la montagna elargisce.
Quelle: Rivista Mensile Volume 107, 1986, Seite 76



Gestorben am:
1985
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